Articoli

Imagine a temple in gaudy colours… wonderful cherry blossoms… an ancient and evocative melody… Imagine the smell of tea… an intimate and solemn atmosphere…  bride and groom in kimono…                                                 Imagine a place whose culture, so suggestive and fascinating, inspired movies, theatrical works, books, that we all heard about. Well… if you’re imagining that… you’re already part of a Japanese wedding ritual!

Actually, because of the different cultures that coexist in Japan, there’s not an only ritual which is valid in all the country; however the shinto ceremony is one of the most common, austere and full of symbolism. Shinto wedding is celebrated in a temple, where the bride, hanayome, and the groom, hanamuko, sit together, in the middle of the room, in front of the minister. Near them just the nakōdo, an elderly couple of acquaintances with the function of mediator between the bride and groom’s family. Parents and relatives sit at the sides of the room, quite distant, while the other guests wait outside.

The culminating moment of the ceremony is the san-san-ku-do, literally “three-three-nine-times”, that consists in the exchange of nine cups of nuptial sake between bride and groom, who finally go to the sanctuary’s core in order to offer to the kami the sacred sakaki’s twig.

Another typical ceremony in Japan is the Tea Ceremony (cha no yu – “hot water for tea”), a ritual created in XVI century by the Buddhist Zen monk Sen no Rikyū, which consists in the preparation and presentation of matcha, green tea that is pulverized and blended with hot water using chasen, a specific bamboo whisk.

This ceremony is usually divided into three moments: kaiseki, light meal eaten before tea; koicha, thick tea; usucha, light tea, the only moment that is generally celebrated because the entire ceremony would be too long. The usucha is celebrated by a geisha who prepares tea following and elaborated code of etiquette, and then offers it to the bride, the most important guest, to the groom, and in the end to the other invites.

The uniqueness of these rituals is emphasised by the traditional clothing of the bride and the groom. The groom wears the aori kahama, the samurai’s long pleated skirt with the black kimono-jacket. The bride wears instead the shiromaku, a sumptuous white kimono in brocade, symbol of pureness and availability to start a new life, meaning underlined also by the white hat, called tsuno-kakushi, wore upon the hairpiece.

This is just a part of the wonderful wedding traditions in Japan. If you’re interested to receive more info, contact me on e-mail or facebook!

I’ll be expecting you next month with a new ritual around the world 🙂

Big hug!

Well…

体に気をつけてね

Desirée – wedding planner

wedding@graceevent.net

 

 

 

Images from: Pinterest

Immaginate un tempio dai colori sgargianti… i fiori di ciliegio appena sbocciati… una melodia antica ed evocativa… Immaginate l’odore del tè… un’atmosfera intima e solenne… gli sposi in kimono… Immaginate un luogo la cui cultura, così suggestiva e affascinante, ha ispirato film, opere teatrali, libri di cui tutti abbiamo sentito parlare. Ecco… se riuscite a immaginarlo… state già facendo parte di un rito giapponese!

 

 

In realtà, a causa delle diverse culture che coesistono in Giappone, non ne esiste un unico valido per tutto il Paese; tuttavia tra i più diffusi troviamo il rito shinto, austero e carico di simbologia.

Il matrimonio shinto viene celebrato in un tempio, in cui la sposa, hanayome, e lo sposo, hanamuko, sono seduti vicini, al centro della sala, davanti al sacerdote. Accanto a loro solo i nakōdo, un’anziana coppia di conoscenti con la funzione di intermediari tra le famiglie degli sposi. Genitori e parenti stretti siedono ai lati della sala, a debita distanza, mentre gli altri invitati attendono fuori.

Il momento culminante della cerimonia è il rito del san-san-ku-do, letteralmente “tre-tre-nove-volte”, che consiste nello scambio di nove coppe di sake nuziali tra gli sposi, che infine avanzano fino al cuore del santuario per offrire ai kami un ramoscello del sacro sakaki.

Un’altra cerimonia tipica in Giappone è la cerimonia del tè (cha no yu – “acqua calda per il tè”), un rito ideato nel XVI dal monaco buddista zen Sen no Rikyū, che consiste nella preparazione e presentazione del matcha, tè verde polverizzato e mescolato all’acqua calda tramite il chasen, un apposito frullino di bambù.

Questa cerimonia si divide tradizionalmente in tre momenti: kaiseki, pasto leggero consumato prima del tè; koicha, il tè denso; usucha, il tè leggero, momento a cui generalmente si limita la cerimonia che nella sua interezza richiederebbe troppe ore. L’usucha viene celebrato da una geisha che si occupa della preparazione del tè seguendo un elaborato codice di etichetta, per poi servirlo alla sposa, l’ospite più importante, lo sposo, e infine il resto degli invitati.

L’unicità di questi riti viene enfatizzata anche dall’abbigliamento tradizionale degli sposi. Lo sposo indossa lo aori hakama, ossia la lunga gonna pieghettata dei samurai con la giacca-kimono nera. La sposa invece, truccata con uno spesso strato di cerone bianco, porta lo shiromaku, un sontuoso kimono di broccato bianco, simbolo di purezza e di disponibilità a iniziare una nuova vita, significato enfatizzato anche dal cappello bianco, chiamato tsuno-kakushi, indossato sopra la parrucca.

Questa è solo una parte delle meravigliose tradizioni del matrimonio in Giappone. Se siete interessati a ricevere maggiori info, non esitate a contattarmi via mail o su facebook!

Vi aspetto il mese prossimo con un nuovo rito dal mondo 🙂

Un abbraccio! Anzi…

体に気をつけてね

Desirée – wedding planner

wedding@graceevent.net

 

 

 

Fonte immagini: Pinterest