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GLI ACCESSORI DELLA SPOSA

Il look di una sposa è perfetto nel momento in cui è in grado di farla sentire la più bella delle donne, dal primo istante all’ultimo, e anche tutte le volte che si riguarderà nelle foto o nei video!

Ma per poterlo essere, non si può contare solo sull’abito giusto, che per poter risaltare al meglio deve essere accompagnato anche dai giusti accessori. È fondamentale che questi si adattino e abbinino al meglio, pertanto è opportuno acquistarli solo dopo aver scelto il vestito, e mai prima.

Parlando di gioielli, è preferibile optare per modelli più semplici nel caso in cui l’abito sia già molto elaborato, se invece è il vestito a essere semplice, si può osare – senza esagerare – indossando modelli più particolari.

È altrettanto importante che questi si abbinino sia al colore che al tessuto dell’abito. Il bianco per esempio risulta meraviglioso se accostato ad argento, platino e perle, considerate le gemme per eccellenza per madri e spose. Secondo una leggenda infatti esse sono nate dai raggi della Luna come figlie di Artemide, protettrice del matrimonio, della fertilità e del parto.

Collana e orecchini devono essere scelti anche in base alla scollatura dell’abito e all’acconciatura. Un vestito con scollatura a cuore o senza spalline, a cui si aggiunge un capello raccolto, sta benissimo con un girocollo o un collier che, se molto vistoso, deve essere abbinato a degli orecchini a lobo.

Gli orecchini pendenti si adattano a una collana lunga, meno “ingombrante”, con cui accompagnare un abito dallo scollo a V. Sono perfetti anche con un vestito accollato, in sostituzione della collana che in questo caso risulterebbe sicuramente di troppo.

Parlando invece di accessori “da polso”, come guanti e bracciali, è importante sapere che gli uni escludono gli altri. I guanti inoltre, pur non essendo indispensabili, conferiscono sicuramente un tocco di eleganza e romanticismo. Tuttavia, vanno indossati seguendo determinate regole, dettate dal tipo di abito e dal tipo di cerimonia: più il matrimonio sarà formale, più lungo dovrà essere il guanto. A prescindere dal modello, ricordatevi che i guanti vanno sfilati prima dell’inizio della funzione, momento dopo il quale non saranno più indossati.

Come sempre quando si tratta di outfit, ricordatevi di mettere voi stesse e la vostra personalità al primo posto, e la raffinatezza al secondo. Scegliete prima di tutto con il cuore, e vedrete che non sbaglierete!

As usual, rimango a disposizione per ulteriori consigli utili.

A presto,

Desirée – wedding planner

wedding@graceevent.net

 

 

Fonte immagini: Pinterest

 

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RITI DAL MONDO: INGHILTERRA – FAMIGLIA REALE PT. 2

Venerdì abbiamo iniziato il nostro viaggio attraverso le tradizioni dell’iconica royal family inglese che,  nonostante le rigide regole e l’etichetta, sa bene come tenere un party! Soprattutto nuziale…

I festeggiamenti per gli sposi iniziano infatti dall’addio al nubilato e al celibato. Chiamati rispettivamente hen do e stag do, possono durare un week end o anche di più e sono all’insegna del lusso e dell’eleganza e (purtroppo) top secret.

Il giorno del matrimonio è composto da ben 3 “ricevimenti”, in 3 momenti diversi della giornata e con funzioni diverse. Prima della cerimonia, che si tiene solitamente la mattina preso, la famiglia reale si riunisce per una colazione altrettanto reale, chiamata wedding breakfast, al fine di celebrare insieme un evento così significativo.

Dopo la cerimonia e il giro degli sposi in carrozza, si tiene il pranzo di nozze con tutti gli invitati al matrimonio. Il pranzo dura fino al pomeriggio e poi, mentre un comune mortale dopo ore di ricche portate la sera si beve al massimo la tisana dimagrante, la famiglia reale organizza un ricevimento serale per i familiari e gli amici più intimi, non aperto al pubblico.

Curiosità: a causa della maggiore probabilità di causare un’intossicazione alimentare, i crostacei sono vietati per ogni menù reale, soprattutto per il matrimonio. Inoltre la Regina ha severamente proibito l’uso dell’aglio per i piatti a palazzo.

Prima di scoppiare nei vestiti però, la coppia reale saluta i sudditi dal balcone di Buckingham Palace, e si dedica al servizio fotografico con tutti i familiari, dai più anziani ai più piccoli. Lo scopo è quello di trasmettere ai sudditi la tranquillità per un sicuro proseguimento della stirpe e per far apprezzare la longevità della famiglia.

In passato, prima dell’invenzione della fotografia, i momenti importanti a palazzo venivano immortalati tramite un ritratto ufficiale. La prima coppia reale a essere fotografata è stata infatti quella di Re Edoardo VII e della Regina Alexandra.

Dopo i doveri e i piaceri, arriva la torta! Di norma in Inghilterra la wedding cake è una torta alla frutta, e non è insolito che nei ricevimenti reali ne vengano servite due. Al matrimonio di Kate e William, per esempio, è stata servita una torta di frutta a 8 piani realizzata dalla pasticcera Fiona Cairns e un’altra al cioccolato e biscotti, la preferita del principe e molto gradita anche dalla Regina. Harry e Meghan hanno in tal senso rotto la tradizione, optando invece per una torta al pan di spagna farcita con crema al limone e rivestita con una crema al burro meringata ai fiori di sambuco, realizzata dalla pasticcera Claire Ptak.

Inutile dire che le avremmo mangiate volentieri tutte e tre!

Se siete curiosi di scoprire altri aspetti tipici dei matrimoni reali, scrivetemi!

Vi aspetto il mese prossimo con un nuovo rito dal mondo 🙂

Un abbraccio! Anzi…

Best regards!

Desirée – wedding planner

wedding@graceevent.net

 

 

Fonte immagini: www.royal.uk, www.instyle.com, www.townandcountrymag.com

 

 

 

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RITI DAL MONDO: MAROCCO

Il famoso detto afferma: “Paese che vai, usanze che trovi.” E in Marocco ce ne sono parecchie!

La prima riguarda il fidanzamento, chiamato khetba, durante il quale le due famiglie si incontrano per discutere del matrimonio e scambiarsi doni, come dolciumi e fiori. Tra gli argomenti trattati, la mahr, ossia la dote offerta alla sposa dalla famiglia dello sposo, stabilita soprattutto in base alle condizioni economiche.

Una volta stabilita una data per le nozze, il futuro sposo si reca dalla sua amata per consegnarle l’anello di fidanzamento e i vestiti o le stoffe per realizzare i vestiti da indossare il giorno del matrimonio, in abbinamento a gioielli e accessori preziosi. La futura sposa invece si rivolge a una ngafa, ossia una signora anziana, che avrà il compito di renderla bellissima per tutta la durata dei festeggiamenti.

In preparazione al matrimonio, la sposa viene portata dalle donne della famiglia all’hammam per la cerimonia del bagno del latte, in cui si lascia lavare, pettinare e coccolare. Successivamente delle “pittrici”, chiamate naqqashah, decorano il suo corpo con l’henné, o henna, tintura realizzata con foglie secche messe nell’acqua e lasciate macerare. Infine, le famiglie si riuniscono a cena a casa della sposa, che riceverà, oltre ai regali della lista nozze, altri doni come latte, zucchero e kaftani.

Il giorno della cerimonia, gli invitati degustano dolci e the fino all’arrivo della sposa che, assistita dalla ngafa, indossa l’ammaraya, ossia il vestito bianco, realizzato con pizzo pregiato e ornato con rifiniture e dettagli in oro. Esso sarà solo il primo di ben 7 abiti diversi, che la sposa cambierà nel corso della celebrazione; lo sposo dal canto suo vestirà un classico abito da cerimonia. Durante il rito, un lettore legge estratti dal Corano per ricordare le azioni e i gesti religiosi più significativi.

Per il ricevimento non possono mancare i piatti tipici della tradizione, come datteri, tajin di pollo o di montone, couscous, baghrir, una pagnotta, harra, una minestra e chibakia, un dolce al miele. Tra gli sposi inoltre c’è l’usanza di scambiarsi latte e datteri come simbolo di felicità e fecondità.

L’ultima notte dei festeggiamenti gli sposi vengono caricati su portantine decorate con ornamenti preziosi, e trasportati dai familiari fino alle loro automobili, mentre i parenti cantano per augurare protezione alla coppia. Una volta in macchina, i due fanno il giro del paese suonando il clacson (vi ricorda qualcosa??).

Nei villaggi, dopo 7 giorni dalla cerimonia la sposa riempie un foulard con datteri, mandorle e fichi secchi e, dopo averlo posto sulle spalle, offre il suo dolce contenuto ai bambini in segno di fecondità.

Uno splendido Paese con altrettante splendide tradizioni, che se avete voglia di approfondire basta scrivermi!

Vi aspetto il mese prossimo con un nuovo rito dal mondo 🙂

Un abbraccio! Anzi…

محبتي،

Desirée – wedding planner

wedding@graceevent.net

 

 

Fonte immagini: Pinterest

 

 

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I FIORI E IL MATRIMONIO

La settimana scorsa sulla pagina vi ho raccontato super brevemente dell’origine del linguaggio dei fiori, e di come in passato, soprattutto durante il Romanticismo, venisse utilizzato per trasmettere messaggi ed esprimere ogni tipo di sentimento, in particolar modo l’amore.

Anche nel nostro presente i fiori ricoprono un ruolo importantissimo, in alcune occasioni addirittura fondamentale, come nel caso delle nozze. Non a caso l’immagine di uno splendido allestimento floreale, o di un delicato bouquet, è tra le prime che associamo all’idea di matrimonio.

Ma mentre oggi i fiori hanno una funzione prettamente decorativa, nel passato ha rivestito numerosi significati, sia simbolici che religiosi, a seconda del Paese e della cultura, e spesso anche del momento storico. Nell’Antico Egitto ad esempio, che secondo alcune fonti sarebbe anche la terra d’origine del bouquet, venivano usate le erbe aromatiche, accompagnate spesso dall’aglio, per proteggere gli sposi dagli spiriti maligni.

 

Un’usanza simile era comune anche in Grecia, luogo in cui il mirto, considerato sacro alla dea Afrodite, era simbolo di amore bellezza ed energia.

Anche in Inghilterra, in epoca Elisabettiana, erano le erbe aromatiche ad accompagnare la sposa, in particolare il rosmarino che, raccolto in piccoli mazzetti, simboleggiava il ricordo e la fedeltà.

Con il passare dei secoli le erbe aromatiche iniziarono ad essere sostituite dai primi bouquet, che tuttavia non avevano né il compito di comunicare emozioni, né quello di abbellire la sposa. Durante il Medioevo infatti, a causa della scarsa igiene, i fiori erano l’unico metodo “naturale” per contrastare il cattivo odore degli sposi e degli invitati.

In Italia tuttavia, durante l’invasione della Sicilia da parte dei Mori avvenuta tra il VII e il IX secolo, venne introdotta la tradizione, originaria della cultura araba, di ornare la sposa con i fiori d’arancio. Sono questi ultimi a essere infatti considerati i fiori per eccellenza dedicati alle nozze, per augurare prosperità e felicità agli sposi, e come simbolo di verginità e purezza della sposa.

Un’altra regina incontrastata di bouquet e allestimenti floreali è la rosa, musa ispiratrice di artisti e poeti che l’hanno definita “regina dei fiori”, “figlia del cielo” e “gloria della primavera”. Ma, se avete dato un’occhiata al Dizionario dei Fiori, sapete anche voi che non tutte le rose sono adatte al matrimonio! Almeno secondo il linguaggio dei fiori…è chiaro che nei matrimoni odierni per scegliere i fiori ci si affida ad altri fattori: gusto personale, stagionalità, budget e stile del matrimonio.

Se vi servono  quindi dei consigli utili, scrivetemi!

Desirée – wedding planner

wedding@graceevent.net

 

 

Fonte immagini: Pinterest