Articoli

, , , , ,

I FIORI E IL MATRIMONIO

La settimana scorsa sulla pagina vi ho raccontato super brevemente dell’origine del linguaggio dei fiori, e di come in passato, soprattutto durante il Romanticismo, venisse utilizzato per trasmettere messaggi ed esprimere ogni tipo di sentimento, in particolar modo l’amore.

Anche nel nostro presente i fiori ricoprono un ruolo importantissimo, in alcune occasioni addirittura fondamentale, come nel caso delle nozze. Non a caso l’immagine di uno splendido allestimento floreale, o di un delicato bouquet, è tra le prime che associamo all’idea di matrimonio.

Ma mentre oggi i fiori hanno una funzione prettamente decorativa, nel passato ha rivestito numerosi significati, sia simbolici che religiosi, a seconda del Paese e della cultura, e spesso anche del momento storico. Nell’Antico Egitto ad esempio, che secondo alcune fonti sarebbe anche la terra d’origine del bouquet, venivano usate le erbe aromatiche, accompagnate spesso dall’aglio, per proteggere gli sposi dagli spiriti maligni.

 

Un’usanza simile era comune anche in Grecia, luogo in cui il mirto, considerato sacro alla dea Afrodite, era simbolo di amore bellezza ed energia.

Anche in Inghilterra, in epoca Elisabettiana, erano le erbe aromatiche ad accompagnare la sposa, in particolare il rosmarino che, raccolto in piccoli mazzetti, simboleggiava il ricordo e la fedeltà.

Con il passare dei secoli le erbe aromatiche iniziarono ad essere sostituite dai primi bouquet, che tuttavia non avevano né il compito di comunicare emozioni, né quello di abbellire la sposa. Durante il Medioevo infatti, a causa della scarsa igiene, i fiori erano l’unico metodo “naturale” per contrastare il cattivo odore degli sposi e degli invitati.

In Italia tuttavia, durante l’invasione della Sicilia da parte dei Mori avvenuta tra il VII e il IX secolo, venne introdotta la tradizione, originaria della cultura araba, di ornare la sposa con i fiori d’arancio. Sono questi ultimi a essere infatti considerati i fiori per eccellenza dedicati alle nozze, per augurare prosperità e felicità agli sposi, e come simbolo di verginità e purezza della sposa.

Un’altra regina incontrastata di bouquet e allestimenti floreali è la rosa, musa ispiratrice di artisti e poeti che l’hanno definita “regina dei fiori”, “figlia del cielo” e “gloria della primavera”. Ma, se avete dato un’occhiata al Dizionario dei Fiori, sapete anche voi che non tutte le rose sono adatte al matrimonio! Almeno secondo il linguaggio dei fiori…è chiaro che nei matrimoni odierni per scegliere i fiori ci si affida ad altri fattori: gusto personale, stagionalità, budget e stile del matrimonio.

Se vi servono  quindi dei consigli utili, scrivetemi!

Desirée – wedding planner

wedding@graceevent.net

 

 

Fonte immagini: Pinterest

 

, , , , , , ,

LA STORIA DELLA BOMBONIERA

La bomboniera è un elemento indispensabile per ogni tipo di evento in Italia: dal battesimo alla festa di laurea, dalla comunione agli anniversari, e ovviamente al matrimonio. Essa rappresenta sia un ricordo speciale della giornata, che un ringraziamento rivolto a tutti coloro che hanno partecipato, fisicamente o anche solo con un dono.

La sua usanza ha origini molto antiche, e nel corso dei secoli ha subito numerosi cambiamenti, eppure la presenza di un “ingrediente” è rimasta invariata nel tempo: il confetto! “Bomboniera” deriva infatti dal francese “bombonnière”, un termine che nel XVIII secolo indicava una scatoletta contente dei dolci tipici dell’epoca, i bon-bon, mandorle ricoperte di miele (vi ricorda qualcosa?).

Tuttavia, in Italia era già in uso nel 1400, periodo in cui per il fidanzamento i futuri sposi e le rispettive famiglie si scambiavano cofanetti o scatolette gioiello porta confetti. Inoltre il giorno delle nozze lo sposo donava alla futura moglie la “coppa amatoria”, una coppa in ceramica colma di confetti, simbolo di prosperità e fecondità.

In Inghilterra invece, nel 1500, era presente l’usanza delle “sweetmeat box”, contenitori realizzati con materiali pregiati e decorati con pietre preziose contenenti confetti o dolcetti. Secondo alcune ricerche, nel capodanno del 1574 la regina Elisabetta I ne ricevette in gran quantità come augurio per il nuovo anno.

È però nel 1896 che la bomboniera assume il significato che le associamo ancora oggi. Pare infatti che al matrimonio di Vittorio Emanuele, Principe di Napoli e futuro re d’Italia, ed Elena del Montenegro, gli invitati abbiano portato come dono delle bomboniere, facendole così diventare il dono degli sposi e dando inizio alla tradizione.

Anche il confetto ha origini antiche, attribuite a uno scienziato persiano, Al Razi, che ricopriva le pillole più amare con uno strato di zucchero. Secondo alcune testimonianze della famiglia dello scienziato e di Apicio, amico dell’Imperatore Tiberio, il confetto esisteva già in epoca romana: prodotto con mandorle, miele e farina, serviva per festeggiare eventi come il Matrimonio.

Secondo il galateo, i confetti devono essere sempre in numero dispari, a cui è associata l’idea di indivisibilità dell’unione. Il numero più comune è di 5 confetti, sebbene ognuno rappresenti un significato diverso:

  • 5 confetti simboleggiano fertilità, lunga vita, salute, ricchezza e felicità;
  • 3 confetti simboleggiano la coppia e il figlio;
  • 1 confetto simboleggia l’unicità dell’evento.

Anche il colore ha per tradizione un significato associato al tipo di cerimonia: per i battesimi azzurri o rosa, per i compleanni confetti pastello o multicolore, mentre per comunioni, cresime e matrimonio il classico bianco.

Una storia straordinaria che abbiamo la fortuna di conservare ancora oggi!

Se siete curiosi di conoscere qualche aneddoto in più su bomboniere e confetti, scrivetemi!

Desirée – wedding planner

wedding@graceevent.net

 

 

Fonte immagini: Pinterest, www.graceevent.net