Se sei alla ricerca di consigli e informazioni utili su come intraprendere questa incredibilie attività professionale , allora sei nel posto giusto!Ho voluto creare una lavagna bianca, semplice, ma efficace, formativa e informativa.
Se eserciti questa attività, vuoi diventare o semplicemente conoscere la professione di wedding planner, ti consiglio di registrarti perchè ho tutta l’intenzione di condividere la mia decennale esperienza con te !

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RITI DAL MONDO: MAROCCO

Il famoso detto afferma: “Paese che vai, usanze che trovi.” E in Marocco ce ne sono parecchie!

La prima riguarda il fidanzamento, chiamato khetba, durante il quale le due famiglie si incontrano per discutere del matrimonio e scambiarsi doni, come dolciumi e fiori. Tra gli argomenti trattati, la mahr, ossia la dote offerta alla sposa dalla famiglia dello sposo, stabilita soprattutto in base alle condizioni economiche.

Una volta stabilita una data per le nozze, il futuro sposo si reca dalla sua amata per consegnarle l’anello di fidanzamento e i vestiti o le stoffe per realizzare i vestiti da indossare il giorno del matrimonio, in abbinamento a gioielli e accessori preziosi. La futura sposa invece si rivolge a una ngafa, ossia una signora anziana, che avrà il compito di renderla bellissima per tutta la durata dei festeggiamenti.

In preparazione al matrimonio, la sposa viene portata dalle donne della famiglia all’hammam per la cerimonia del bagno del latte, in cui si lascia lavare, pettinare e coccolare. Successivamente delle “pittrici”, chiamate naqqashah, decorano il suo corpo con l’henné, o henna, tintura realizzata con foglie secche messe nell’acqua e lasciate macerare. Infine, le famiglie si riuniscono a cena a casa della sposa, che riceverà, oltre ai regali della lista nozze, altri doni come latte, zucchero e kaftani.

Il giorno della cerimonia, gli invitati degustano dolci e the fino all’arrivo della sposa che, assistita dalla ngafa, indossa l’ammaraya, ossia il vestito bianco, realizzato con pizzo pregiato e ornato con rifiniture e dettagli in oro. Esso sarà solo il primo di ben 7 abiti diversi, che la sposa cambierà nel corso della celebrazione; lo sposo dal canto suo vestirà un classico abito da cerimonia. Durante il rito, un lettore legge estratti dal Corano per ricordare le azioni e i gesti religiosi più significativi.

Per il ricevimento non possono mancare i piatti tipici della tradizione, come datteri, tajin di pollo o di montone, couscous, baghrir, una pagnotta, harra, una minestra e chibakia, un dolce al miele. Tra gli sposi inoltre c’è l’usanza di scambiarsi latte e datteri come simbolo di felicità e fecondità.

L’ultima notte dei festeggiamenti gli sposi vengono caricati su portantine decorate con ornamenti preziosi, e trasportati dai familiari fino alle loro automobili, mentre i parenti cantano per augurare protezione alla coppia. Una volta in macchina, i due fanno il giro del paese suonando il clacson (vi ricorda qualcosa??).

Nei villaggi, dopo 7 giorni dalla cerimonia la sposa riempie un foulard con datteri, mandorle e fichi secchi e, dopo averlo posto sulle spalle, offre il suo dolce contenuto ai bambini in segno di fecondità.

Uno splendido Paese con altrettante splendide tradizioni, che se avete voglia di approfondire basta scrivermi!

Vi aspetto il mese prossimo con un nuovo rito dal mondo 🙂

Un abbraccio! Anzi…

محبتي،

Desirée – wedding planner

wedding@graceevent.net

 

 

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La differenza tra catering e banqueting

Catering o banqueting? È questo il dilemma! Ma come risolverlo?

Ebbene, prima di tutto è importante comprendere di cosa si stia effettivamente parlando. La decisione tra catering e banqueting si presenta nel momento in cui, scegliendo una struttura per il ricevimento, essa non dispone di ristorazione o cucina interna. Solitamente si tratta di castelli, ville o dimore antiche, in quanto, al momento della loro costruzione, non era previsto che diventassero  location per matrimoni!

Pertanto ci si deve affidare a uno dei due servizi, che, sebbene siano spesso intesi come sinonimi, presentano delle rilevanti differenze. Catering deriva dall’inglese “to cater”, letteralmente provvedere al cibo. Ciò significa che il catering si occupa generalmente della semplice fornitura di bevande e cibo già precotto.

Banqueting, da “to banque”, significa invece banchettare. Non si tratta quindi solo delle portate, bensì di tutto ciò che riguarda il ricevimento, compresi gli allestimenti e il servizio di sala. I piatti vengono inoltre preparati e serviti sul posto, con attrezzatura fornita dall’azienda stessa. C’è però da tenere conto che un numero di prestazioni maggiore equivale anche a un prezzo maggiore, fondamentale da considerare nel momento in cui si deve rispettare un determinato budget.

Quindi cosa scegliere? In primo luogo, considerate i servizi e le attrezzature già forniti dalla location, come allestimenti, tavoli, tovagliato, cucina attrezzata, ecc. In secondo luogo, assicuratevi che l’azienda a cui vi state rivolgendo sopperisca a tutto ciò che invece manca, trovando quindi il giusto punto in comune.

Terzo, portate con voi la scheda catering firmata #iosonoweddingplanner! La trovate qui, nei pratici kit modulistica, contenenti materiale e documenti validi per la pianificazione delle nozze 😉

Non perdeteveli!

Desirée – wedding planner

wedding@graceevent.net

 

 

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LA RICERCA DELLA LOCATION PER IL RICEVIMENTO

Nel momento in cui si organizza un matrimonio, la scelta della location è tra le decisioni più importanti e forse tra le più difficili. È necessario infatti saper calibrare molteplici fattori, senza che nessuno prevalga sull’altro.

Ma quali sono i requisiti principali da valutare per la ricerca della location? Onde evitare di ritrovarvi a zonzo nella natura selvaggia (e con sempre meno benzina), assicuratevi di chiarire questi quattro elementi, ognuno dei quali vi aiuterà a restringere il campo:

-stagione

-stile del matrimonio

-numero e tipologia dai invitati

-budget.

La stagione vi permetterà di capire indicativamente se potervi orientare per una location all’aperto o se dovete per forza di cose optare per una al chiuso. In ogni caso, ricordatevi che il meteo è imprevedibile ed è sempre necessario un piano B altrettanto valido!

Lo stile del matrimonio sarà una linea guida per definire anche lo stile della location e, di conseguenza, lo “stile” del menù.  Per un matrimonio country è consigliabile evitare portate raffinate e ricercate, meglio optare per strutture più rustiche, come una cascina o un agriturismo, che offrano un menù meno formale ma non per questo meno gustoso!

Il numero degli invitati definisce la capienza minima necessaria, mentre il target aiuta a stabilire i servizi strettamente necessari ed eventuali optional: se i vostri ospiti sono per la maggior parte adulti o anziani, il dj fino a tarda notte è superfluo! Così come è poco adatto proporre un  menù a buffet che li costringa a stare in piedi troppo a lungo.

Last but not least, il budget! Tenete sempre presente che per la location è consigliabile investire il 40% dell’intero budget precedentemente prefissato. Ne consegue che, con un budget basso, è meglio evitare castelli e ville ottocentesche! Anche perché, più che delle nozze in una location super lussuosa, ma gestita male, sono di gran lunga preferibili (e più apprezzate!) delle nozze in una struttura magari più modesta, ma curata in ogni minimo dettaglio!

Desirée – wedding planner

wedding@graceevent.net

Se siete una coppia che sta organizzando il proprio matrimonio, o delle aspiranti wedding planner in cerca di materiale e documenti validi per la pianificazione delle nozze, non potete perdervi i KIT MODULISTICA firmati #iosonoweddingplanner. Li trovate qui.

 

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I FIORI E IL MATRIMONIO

La settimana scorsa sulla pagina vi ho raccontato super brevemente dell’origine del linguaggio dei fiori, e di come in passato, soprattutto durante il Romanticismo, venisse utilizzato per trasmettere messaggi ed esprimere ogni tipo di sentimento, in particolar modo l’amore.

Anche nel nostro presente i fiori ricoprono un ruolo importantissimo, in alcune occasioni addirittura fondamentale, come nel caso delle nozze. Non a caso l’immagine di uno splendido allestimento floreale, o di un delicato bouquet, è tra le prime che associamo all’idea di matrimonio.

Ma mentre oggi i fiori hanno una funzione prettamente decorativa, nel passato ha rivestito numerosi significati, sia simbolici che religiosi, a seconda del Paese e della cultura, e spesso anche del momento storico. Nell’Antico Egitto ad esempio, che secondo alcune fonti sarebbe anche la terra d’origine del bouquet, venivano usate le erbe aromatiche, accompagnate spesso dall’aglio, per proteggere gli sposi dagli spiriti maligni.

 

Un’usanza simile era comune anche in Grecia, luogo in cui il mirto, considerato sacro alla dea Afrodite, era simbolo di amore bellezza ed energia.

Anche in Inghilterra, in epoca Elisabettiana, erano le erbe aromatiche ad accompagnare la sposa, in particolare il rosmarino che, raccolto in piccoli mazzetti, simboleggiava il ricordo e la fedeltà.

Con il passare dei secoli le erbe aromatiche iniziarono ad essere sostituite dai primi bouquet, che tuttavia non avevano né il compito di comunicare emozioni, né quello di abbellire la sposa. Durante il Medioevo infatti, a causa della scarsa igiene, i fiori erano l’unico metodo “naturale” per contrastare il cattivo odore degli sposi e degli invitati.

In Italia tuttavia, durante l’invasione della Sicilia da parte dei Mori avvenuta tra il VII e il IX secolo, venne introdotta la tradizione, originaria della cultura araba, di ornare la sposa con i fiori d’arancio. Sono questi ultimi a essere infatti considerati i fiori per eccellenza dedicati alle nozze, per augurare prosperità e felicità agli sposi, e come simbolo di verginità e purezza della sposa.

Un’altra regina incontrastata di bouquet e allestimenti floreali è la rosa, musa ispiratrice di artisti e poeti che l’hanno definita “regina dei fiori”, “figlia del cielo” e “gloria della primavera”. Ma, se avete dato un’occhiata al Dizionario dei Fiori, sapete anche voi che non tutte le rose sono adatte al matrimonio! Almeno secondo il linguaggio dei fiori…è chiaro che nei matrimoni odierni per scegliere i fiori ci si affida ad altri fattori: gusto personale, stagionalità, budget e stile del matrimonio.

Se vi servono  quindi dei consigli utili, scrivetemi!

Desirée – wedding planner

wedding@graceevent.net

 

 

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LA MIA PASSIONE

Salve a tutti!

Intanto mi presento, mi chiamo Antonella Zungri e sono una wedding planner.

Ho iniziato con questa passione quando avevo 19 anni, quindi 12 anni fa, lavorando come fiorista presso un negozio del mio piccolo paese. Da lì ho scoperto la bellezza dei fiori e soprattutto dei matrimoni.

Da qualche anno ho cominciato a guardarmi intorno in cerca di corsi adatti a me e alla mia personalità, e devo dire che sono stata “a mio modo” molto fortunata. Infatti ho instaurato un rapporto stupendo con le mie insegnanti, prima fra tutte Laura Pavanati, amica e docente eccellente. Ho fatto molta gavetta, che non sempre mi ha portato risultati positivi: spesso credevo di essere presa in giro da alcune persone. Inoltre per il momento le richieste nella mia zona sono molto poche, ma nonostante tutto la passione è tanta, e spero di arrivare ad essere una wedding planner affermata.

La mia sede è a Taurianova, in provincia di Reggio Calabria, e sono l’unica titolare dell’agenzia “Marry Me Calabria AZ”, di cui ho da poco creato anche il sito internet marry-me-calabria.webnode.it

Organizzo ogni tipo di evento, personalizzandolo in tutto e per tutto e rendendolo unico nel suo genere. Ho la collaborazione dei migliori professionisti della mia zona, perché per me non è solo quel giorno che conta, ma tutto ciò che lo circonda.

Nella vita ho capito che a fare le differenze reali sono i desideri e le esigenze della coppia che si presenta, e non sono solo la location, il catering, il tipo di addobbo floreale. La mia azienda offre ogni tipo di allestimento, che deve richiamare la personalità degli sposi, e non solo. Abbiamo anche la sfacciataggine di essere sinceri in tutto, per cui spero di riuscire a fare tutto ciò che è in mio potere per rendere quel giorno il VOSTRO giorno.

Io mi affido alla tariffa fee, ossia una tariffa variabile in base al vostro budget e alle vostre esigenze. Ci soffermiamo molto sulle tipologie di riti per il matrimonio, come civili, religiose, simboliche, anche se qui al Sud, in Calabria, non se ne vedono poi molte.

Prima di aprire la mia attività ho studiato marketing, perché bisogna avere la consapevolezza di quanto si debba investire nei propri sogni, e quanto sia necessario richiedere ai clienti in base al target a cui ci si vuole rivolgere.

Credo molto nel galateo e nel bon ton, ossia nell’eleganza di un matrimonio, perché per me è questo quello che conta di più: fare bene a 360°. Gli sposi sono al primo posto nella mia agenzia, anche se dobbiamo ricordare che subito dopo ci sono le rispettive famiglie…

Quindi che aspettate ad affidarvi ad una wedding planner?? Il vostro sogno sarà la vostra realtà con una figura del genere!

Antonella Zungri – wedding planner

3484262470

Marry Me Calabria AZ

Website: marry-me-calabria.webnode.it

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IL BOUQUET DA SPOSA

“Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni.”

 (William Shakespeare)

Sono una  Wedding  Planner.

Amo sognare e far sognare.

Amo la bellezza e la cura del dettaglio.

Mi aggiorno continuamente sui mood di tendenza del mondo del wedding in generale, novità, stili, tendenze, usanze, tradizioni e riti che l’accompagnano da migliaia di anni, nella storia di ieri, oggi e domani.

Ho l’ ufficio delle mie creazioni dove metto ingegno e passione. Seleziono i migliori fornitori ed infine realizzo i sogni degli sposi.

Vi parlerò di un accessorio molto personale e unico che fino a poche ore prima era un semplice bouquet di fiori. Tanti cercheranno di imitarlo, ma mai sarà uguale, perché il florist che ha creato quel bouquet per quella sposa, è come lo stilista che le ha confezionato l’abito su misura.

Numerosi sono i fattori da considerare per creare un bouquet da sposa: lo stile del matrimonio, la personalità, l’acconciatura, l’abito, l’altezza. Per creare un bel bouquet, è importante una buona tecnica di lavorazione, fiori di ottima qualità trattati con cura, ma soprattutto che abbiano assorbito acqua con elementi nutritivi e conservanti.

 

Lo  stile ideale del bouquet è difficile da stabilire, io mi affido ai mood del momento. C’è un grande ritorno allo stile naturale, al greenery che amo, romantico, vintage oppure alla belle époque e al glamour. Fiori e verde fanno capolino nei più svariati bouquet creando effetti cromatici mozzafiato.

 

Vi saluto ricordandovi che l’accessorio di cui vi ho appena parlato non è affatto scontato e non conosce limiti riguardo a fantasia e raffinatezza.

Mi raccomando, fate una scelta di gusto e creatività, due miei splendidi alleati.

Eliana Concas – wedding planner

Website: lamaisondumariage.wixsite.com/elianaconcas

Facebook: La MaisonduMariage Eventi

Instagram: eliana_concas

 

 

 

 

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RITI DAL MONDO: HAWAII

L’avventura di oggi ha inizio in un luogo che ospita i sogni di molti, per la bellezza dei suoi paesaggi, le incantevoli spiagge, la natura incontaminata e selvaggia. Un luogo in cui la riva del mare cristallino è a pochi passi dalla foresta più fitta e lussureggiante, e dove i colori sgargianti si scambiano e susseguono senza fine. Un luogo che ancora oggi conserva le tradizioni del passato, e usanze e simboli delle cerimonie nuziali antiche: ghirlande di fiori… la hula… il soffio nella conchiglia… benvenuti al matrimonio alle Hawaii.

L’elemento che più di tutti ci riconduce alla cultura hawaiana è sicuramente la ghirlanda, chiamata Haku Lei, una tradizionale composizione floreale, formata da circa 50 fiori infilati con un nastro, indossata intorno al collo o sul capo per festeggiare un’occasione speciale o donata in segno d’affetto. Durante la cerimonia nuziale, la sposa indossa la Haku Lei in sostituzione del velo, realizzata con pikake (gelsomino bianco), tuberose o fiori di zenzero bianchi. Lo sposo invece una ghirlanda composta da foglie di maile, intrecciate con gelsomini bianchi o fiori di tuberosa.

Il rito nuziale ha inizio nel momento in cui si soffia per tre volte di seguito nel pu, la conchiglia di strombo. Questo gesto rende omaggio al Cristianesimo, in quanto i tre suoni rappresentano il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, e così l’intenzione della coppia di seguire i valori cristiani nella loro nuova casa. La cerimonia viene celebrata da un kahuna pule (ministro), che sancisce l’unione degli sposi congiungendone le mani attraverso una foglia di maile.

Un altro simbolo tipico dell’arcipelago Hawaiano è la hula, una danza antica e sacra volta a esprimere sentimenti o raccontare una storia. Nelle tradizionali cerimonie nuziali, il tipo di hula scelto doveva raccontare in maniera significativa la storia della coppia; nei matrimoni moderni tuttavia la hula viene inclusa solo come forma di intrattenimento.

Dopo la cerimonia si festeggia il ricevimento, detto luau. Il piatto principale della festa è il kaula, ossia il maiale, che viene cotto per un intero giorno in un forno sottoterra. Altre pietanze tipiche sono: il poi (pasta di radice di colocasia esculenta, simile alla patata), il kufolo (un budino di colocasia esculenta e noce di cocco), il lau lau (maiale, manzo o pesce salato e avvolto nelle foglie di ti), il poke (pesce crudo condito, misto ad alghe), frutta tropicale e altra carne, pollame o piatti a base di frutti di mare. Durante l’intera festa l’atmosfera viene rallegrata dalla musica tipica, con tamburi, chitarre e ukulele.

Se oltre all’acquolina in bocca vi è venuta anche la curiosità di scoprire altre tradizioni tipiche, scrivetemi!

Vi aspetto il mese prossimo con un nuovo rito dal mondo 🙂

Un abbraccio! Anzi…

Aloha!

Desirée – wedding planner

wedding@graceevent.net

 

 

Fonte immagini: Pinterest

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Mettersi in gioco

Guardando un film di una delle mie attrici preferite notai un lavoro bellissimo… ‘Prima o poi mi sposo’ con Jennifer Lopez, dove interpretava il ruolo di Wedding Planner. Scoprii così questa professione, che diciassette anni fa era quasi totalmente sconosciuta in Italia. Oggi si può dire che sia abbastanza presente nel mercato del Wedding, ma non è ancora molto chiara come figura professionale.

Tre anni fa decisi di licenziarmi da un posto di lavoro abbastanza sicuro economicamente e mi misi in gioco aspirando a diventare ciò che era Jennifer Lopez nel film. Frequentai un corso per Wedding Planner, cominciai a investire nella mia preparazione frequentando seminari e studiando su libri di professionisti del settore. Eh già, perché questo lavoro richiede un continuo studio, bisogna sempre mantenersi aggiornati non solo sulle tendenze della moda, ma anche del mercato e delle strategie di marketing.

A distanza di tre anni mi sento ancora un’aspirante Wedding Planner, ho tante energie e tanta voglia di fare, nonostante il posto in cui vivo non dia molto spazio a questa professione. Ma non mollo, sono una persona testarda e caparbia,  nonostante le difficoltà che ho incontrato e che ancora oggi sono presenti, persevererò nella mia passione. Questa volta vi ho voluto ‘annoiare’ raccontandovi brevemente come mi sia balenato in testa di diventare una Wedding Planner, la prossima volta vi racconterò chi sono oggi.

Monica Coppolino – wedding planner

monicacoppolino@hotmail.it

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LA STORIA DELLA BOMBONIERA

La bomboniera è un elemento indispensabile per ogni tipo di evento in Italia: dal battesimo alla festa di laurea, dalla comunione agli anniversari, e ovviamente al matrimonio. Essa rappresenta sia un ricordo speciale della giornata, che un ringraziamento rivolto a tutti coloro che hanno partecipato, fisicamente o anche solo con un dono.

La sua usanza ha origini molto antiche, e nel corso dei secoli ha subito numerosi cambiamenti, eppure la presenza di un “ingrediente” è rimasta invariata nel tempo: il confetto! “Bomboniera” deriva infatti dal francese “bombonnière”, un termine che nel XVIII secolo indicava una scatoletta contente dei dolci tipici dell’epoca, i bon-bon, mandorle ricoperte di miele (vi ricorda qualcosa?).

Tuttavia, in Italia era già in uso nel 1400, periodo in cui per il fidanzamento i futuri sposi e le rispettive famiglie si scambiavano cofanetti o scatolette gioiello porta confetti. Inoltre il giorno delle nozze lo sposo donava alla futura moglie la “coppa amatoria”, una coppa in ceramica colma di confetti, simbolo di prosperità e fecondità.

In Inghilterra invece, nel 1500, era presente l’usanza delle “sweetmeat box”, contenitori realizzati con materiali pregiati e decorati con pietre preziose contenenti confetti o dolcetti. Secondo alcune ricerche, nel capodanno del 1574 la regina Elisabetta I ne ricevette in gran quantità come augurio per il nuovo anno.

È però nel 1896 che la bomboniera assume il significato che le associamo ancora oggi. Pare infatti che al matrimonio di Vittorio Emanuele, Principe di Napoli e futuro re d’Italia, ed Elena del Montenegro, gli invitati abbiano portato come dono delle bomboniere, facendole così diventare il dono degli sposi e dando inizio alla tradizione.

Anche il confetto ha origini antiche, attribuite a uno scienziato persiano, Al Razi, che ricopriva le pillole più amare con uno strato di zucchero. Secondo alcune testimonianze della famiglia dello scienziato e di Apicio, amico dell’Imperatore Tiberio, il confetto esisteva già in epoca romana: prodotto con mandorle, miele e farina, serviva per festeggiare eventi come il Matrimonio.

Secondo il galateo, i confetti devono essere sempre in numero dispari, a cui è associata l’idea di indivisibilità dell’unione. Il numero più comune è di 5 confetti, sebbene ognuno rappresenti un significato diverso:

  • 5 confetti simboleggiano fertilità, lunga vita, salute, ricchezza e felicità;
  • 3 confetti simboleggiano la coppia e il figlio;
  • 1 confetto simboleggia l’unicità dell’evento.

Anche il colore ha per tradizione un significato associato al tipo di cerimonia: per i battesimi azzurri o rosa, per i compleanni confetti pastello o multicolore, mentre per comunioni, cresime e matrimonio il classico bianco.

Una storia straordinaria che abbiamo la fortuna di conservare ancora oggi!

Se siete curiosi di conoscere qualche aneddoto in più su bomboniere e confetti, scrivetemi!

Desirée – wedding planner

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RITI DAL MONDO: STATI UNITI

Non importa quali film o serie tv vi piacciano di più, sicuramente almeno una volta l’avrete visto! E probabilmente, vi avrà fatto sognare ad occhi aperti, regalandovi spunti e idee, o semplicemente sospiri di adorazione! Sto parlando proprio di lui… il matrimonio americano!

Cerimonie in riva al mare,  giardini esotici e hotel di lusso. Sposi che arrivano a bordo di una carrozza, o una Harley Davidson. Ricevimenti scatenati fino a tarda notte che coinvolgono dj, band, corpo di ballo, giochi pirotecnici, caricaturista, prestigiatore e invitato con innate doti di comico, ballerino o cantante (o spogliarellista!).

Scherzi a parte, è indubbio che negli States le nozze siano un evento da festeggiare in grande e che spesso, se le condizioni economiche lo permettono, si prolunga anche per più giorni. Basti pensare ai famosi addio al nubilato e celibato, chiamati bachelor e bachelorette party, organizzati rispettivamente dal testimone dello sposo, il best man, e la damigella d’onore della sposa, la maid of honor. Best man e maid of honor saranno coloro che più di tutti affiancheranno gli sposi durante i preparativi, per questo solitamente il ruolo viene affidato a migliori amici, fratelli o sorelle.

Un’altra tradizione tipica precedente al giorno del matrimonio è il wedding reharsal, ossia le prove generali di matrimonio, tramite le quali si coordinano tutti i momenti fondamentali della cerimonia, come l’ingresso di sposi, damigelle “bridesmaids” e testimoni “groomsmen”.

Successivamente al wedding reharsal, di solito la sera prima del matrimonio, si svolge la cena di prova, chiamata reharsal dinner. Gli sposi riuniscono alcuni tra gli invitati, generalmente amici e parenti stretti, per ringraziarli e, in caso non ce ne fosse stata occasione, di farli conoscere, e così passare una piacevole serata in compagnia. Tra le attività previste, oltre a discorsi, brindisi e ringraziamenti, troviamo il toasting o roasting, da roast, che è una forma di humor americano in cui un invitato speciale è soggetto a giochi e scherzi volti a divertire il resto del “pubblico”.

La cerimonia non prevede un rito unico specifico, poiché negli Stati Uniti ci sono numerosissime culture che convivono e non è raro che gli sposi pratichino religioni diverse. In questo caso, o si scende a compromessi scegliendo una delle due, oppure ci si rivolge a un funzionario dello stato. Nulla vieta però di celebrare due cerimonie secondo entrambe le religioni!

Per il ricevimento c’è ampia possibilità di scelta e ovviamente ognuno sceglie location e modalità a seconda di stile, tema e soprattutto disponibilità economica. Spesso e volentieri gli sposi non rimangono fino alla fine dei festeggiamenti, ma scelgono di partire per il viaggio di nozze affidando il congedo degli ospiti ai genitori. Chi invece preferisce salutare e ringraziare gli invitati in modo più speciale, organizza un brunch la mattina successiva al matrimonio.

Un piccolo salto in quello che è il vasto mondo delle tradizioni degli Stati Uniti, che se desiderate conoscere di più vi basterà contattarmi!

Vi aspetto il mese prossimo con un nuovo rito dal mondo 🙂

Un abbraccio! Anzi…

Hugs and kisses!

Desirée – wedding planner

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